Il 25 febbraio 2014 il Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea (CeNDIC) ha organizzato in collaborazione con la Casa delle Traduzioni,

Biblioteche di Roma, un seminario informativo: «Teatro contemporaneo italiano in Francia: quali possibilità per la traduzione e la diffusione dei testi d’autore?».
La relazione è stata fatta da Maria Cristina Mastrangeli del comitato italiano della Maison Antoine Vitez di Parigi, con un'introduzione di Maria Letizia Compatangelo, presidente del Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea e Simona Cives, direttrice della Casa delle Traduzioni di Roma.
L’incontro ha presentato un quadro della percezione attuale del teatro italiano contemporaneo in Francia. In particolare per portare a conoscenza degli autori e degli operatori italiani il funzionamento della Maison Antoine Vitez e le modalità delle sue borse per le traduzioni.
Ricordiamo inoltre ai traduttori dall'italiano, che la Casa delle Traduzioni, offre delle residenze nella sua foresteria a Roma: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=casa_traduzioni.wp

La relatrice, Maria Cristina Mastrangeli, è sola responsabile del contenuto del seminario riportato qui di seguito.

PREMESSA
Vorrei iniziare con lo spiegare una delle differenze fondamentali sulla circolazione del teatro contemporaneo tra Italia e Francia. Spiegazione che potrà risultare brutale, ma ci permette di evacuare possibili malintesi specie al momento delle vostre domande. Una delle tante differenze sicuramente, ma che in particolare, a mio avviso, influenza la scelta delle opere tradotte e la loro diffusione. Nel panorama teatrale francese convivono due circuiti ben separati, con zone di permeabilità ridottissime: Il Teatro Pubblico (o sovvenzionato) e Il Teatro Privato.
Permettetemi una breve digressione storica. Il Teatro Pubblico, così come lo si concepisce oggi, affonda le sue radici ideologiche nel secondo dopoguerra. I pionieri di quella che viene chiamata "decentralizzazione" (Dullin, Jouvet, Vilar) trovano dopo la guerra ascolto istituzionale, accompagnati particolarmente da Jeanne Laurent, vicedirettrice delle Arti e delle lettere fin dal 1946. Jeanne Laurent è figlia della rete detta dell'educazione popolare ed ha la volontà di far uscire il teatro dalle mura di Parigi. L'ideale di questi precursori, così come lo esprime Jean Vilar è: "una nuova configurazione della vita teatrale, attraverso un intervento dello stato fondato su due azioni: la decentralizzazione, che consiste nel creare dei luoghi di teatro sul territorio francese, e la democratizzazione, che cerca di raggiungere ogni tipo di pubblico, di riunire nella comunione dei ranghi della sala di teatro il commerciante di periferia, l'alto magistrato, l'operaio e l'agente di scambio, il postino dei poveri e il professore titolare". A questa politica vengono dati i mezzi necessari, che si ampliano a partire dal 1959 con l'arrivo al Ministero della Cultura di André Malraux. Lo stato centrale irriga dunque il territorio, con l'idea di educare il popolo e allargare la fruizione della cultura. Non siamo lontani dall'"educare, commuovere e divertire" di Brecht, sapendo, concedetemi la boutade, che i francesi hanno meno tendenza al divertimento in campo culturale che i tedeschi. Oggi, seppur le dotazioni per la cultura continuino a diminuire, questa rete di teatri pubblici o convenzionati con lo Stato1, di compagnie che gestiscono o no luoghi teatrali e che sono finanziate sia direttamente al loro funzionamento, sia su progetto dallo Stato, è ancora in piedi. Ma soprattutto rappresenta il solo teatro che lo Stato riconosca. Il resto è semplicemente ignorato se non disdegnato.
La rete parallela di Teatri Privati, in grande maggioranza parigini, ha un suo finanziamento interno2, sviluppa necessariamente spettacoli popolari, quindi al 90% commedie o Théâtre de Boulevard, perché ha necessità di riempire con spettatori paganti a prezzo pieno. Ma la cosa che più ci interessa in questa sede è che anche gli autori e i registi di teatro vivono in questi due mondi separati, non comunicanti. Gli autori che possono passare dall'uno all'altro non esistono, seppure alcuni autori debuttino nell'ambito di uno o dell'altro circuito per poi definire la loro "famiglia" d'appartenenza secondo la recezione della loro opera. Qualche rarissimo testo viaggia eventualmente se lo spettacolo è programmato in un teatro pubblico, o se è ripreso da un'altra troupe, ma sono eccezioni, in sostanza non rilevanti, come quelle delle pièce di Eric-Emmanuel Schmitt o Yasmina Reza.
Ciò fa sì che lo sguardo degli operatori francesi sul Teatro Italiano Contemporaneo sia nell'impossibilità di percepirne la diversità fuori da questo schema. Tutto ciò che non rientra nella circuitazione dei teatri stabili, dei festival riconosciuti, dei centri di produzione internazionali, delle case editrici importanti, è percepito come "Teatro Privato", quindi non consono ad aiuti pubblici. Soprattutto per questo, credo, più che per motivi "di amicizie politiche" la selezione operata da una casa editrice come la Ubu Libri ha potuto avere un peso così importante nella trasmissione del teatro italiano in Francia. Se a ciò si aggiunge la tradizione italiana della commedia teatrale, capirete facilmente che un buon 50% della produzione di teatro di testo italiano, ha magrissime possibilità di recezione e ascolto da parte dell'istituzione francese. Istituzione, non necessariamente il pubblico, ma questa è un'altra faccenda, di cui in questa sede non ci occuperemo.

INTRODUZIONE
Per continuare sulla percezione generale del Teatro Italiano in Francia, mi vorrei servire di un testo pertinente che Patrick Sommier ha scritto sul sito del teatro che dirige, la MC 93, in occasione della venuta quest'autunno della compagnia Ricci/Forte. Patrick Sommier è un personaggio importante del panorama teatrale francese, ha un affetto personale per l'Italia e la sua storia. Da decenni dirige la Maison de la Culture di Bobigny, uno dei navigli della famosa decentralizzazione, in modo intelligente, riuscendo a conciliare le azioni verso il pubblico locale - Bobigny è una delle periferie povere di Parigi -, la produzione di spettacoli con l'accompagnamento fedele di artisti esigenti e la programmazione di spettacoli esteri, in particolare italiani, tedeschi e russi.
Vi leggo la traduzione che ho fatto per quest'occasione del testo, che se volete potrete trovare in francese sul sito del teatro.

Una storia dell'Italia e del Teatro di Patrick Sommier
"C'è stato in Italia un mago del teatro, Giorgio Strehler che sapeva tutto dell'arte lirica e del teatro di Goldoni. Il suo Don Giovanni alla Scala ha magnificato l'arte teatrale all'opera.
Luca Ronconi aveva dodici anni di meno del Maestro e gli ha sopravvissuto. Il suo Orlando Furioso rappresentato nei padiglioni deserti di Baltard è entrato nella storia del teatro; quattro anni dopo, Gli Uccelli di Aristofane, dipanavano al Parc floral di Vincennes la loro sublime baraonda, la Serva Amorosa all'opposto era uno schizzo minimalista, capolavoro silenzioso e pudico. Si può dire che Ronconi è stato in Italia la giuntura tra due universi teatrali, senza equivalenti in Europa, e entrambi nella dismisura. Un teatro classico rifondato da un amico di Brecht et un teatro contemporaneo che suona la carica contro il classicismo, considerato come teatro borghese, nemico della modernità e (più vagamente) del popolo.
Il teatro contemporaneo in Italia non si è costruito attorno ai testi d'autore, come fu il caso in Francia (eccezion fatta per il teatro di Eduardo de Filippo, ma Napoli è un'altra nazione). Questo teatro d'autore esiste, ma è recente.
In questo Paese museo, luogo della ricerca permanente della bellezza, il teatro ha avuto bisogno un giorno, di rompere l'immagine, di decostruire, di far appello al corpo, di consacrare l'attore Re. Paradossalmente è stata la pittura che certamente ha ispirato questa ricerca del corpo e della sua violenza, Rosso Fiorentino o Caravaggio...
Chi meglio di Carmelo Bene poteva incarnare il maestro di cerimonia d'un teatro folle e gaudente, l'Attore Re per eccellenza. Carmelo Bene e Pier Paolo Pasolini (quello di Salò o le 120 giornate di Sodoma), è questa maschera di Giano bifronte che il giovane teatro italiano si è impiantato sul volto, sulla pelle stessa. Il corpo e le immagini, il caos e l'armonia, due linee che si sono differenziate nel corso dei decenni. Trash hard per Mémé Perlini, i Magazzini Criminali degli inizi, teorizzata e formale per Giorgio Barberio Corsetti o Mario Martone. È questa storia che hanno ereditato Romeo Castellucci (per la parte soft) et due ex allievi di Ronconi, Stefano Ricci et Gianni Forte, Ricci/Forte (per la parte hard).
"Gli Italiani non si sono mai rassegnati al fatto che i francesi abbiano fatto il Maggio 68 prima di loro", questa battuta faceva riferimento alla ricerca forsennata della provocazione e della corsa al rilancio nella provocazione in Italia. Ma gli anni Berlusconi hanno cambiato il postulato di partenza. E se gli artisti italiani, sulle tracce di Rolando Furioso, hanno ancora la predisposizione a spaccare tutto con grazia, c'è ormai in questo teatro che esulta, una serietà interrogativa e inquieta: cosa raccontare in questo paese paralizzato, devastato dalla volgarità e dalla paccottiglia.
Patrick Sommier, ottobre 2013. (articolo legato a imitationofdeath Ricci/Forte)

Mi sembra che la riflessione di Patrick Sommier, pur essendo prettamente personale, corrisponda bene al sentimento generale degli operatori culturali francesi sul teatro italiano. Quest'opinione, addizionata alla mia premessa sulla dicotomia fra Teatro Pubblico e Teatro Privato, ci aiuta a capire meglio il perché delle possibilità offerte alla diffusione di certi testi italiani in Francia, piuttosto che altri.

DIFFUSIONE DEL TEATRO ITALIANO NEGLI ULTIMISSIMI ANNI
Entriamo ora nello specifico del cosa e del come si vede e si ascolta in Francia del teatro italiano, mi limiterò a parlare di un arco temporale di quattro o cinque anni massimo.
La diffusione di spettacoli italiani, è quasi unicamente concentrata su quella che in Francia si definisce "écriture de plateau", teatro quindi più o meno performativo, che perfettamente coincide con l'idea di un'eredità cólta che ci descrive Patrick Sommier. Prima tra tutte la Societas Raffaello Sanzio la cui opera è interamente diffusa e in parte coprodotta in Francia, specie dopo aver avuto gli onori della Cours des papes d'Avignone con l'Inferno e che Romeo Castellucci è stato "artista associato" del Festival nel 2008. Castellucci è poi stato ulteriormente santificato dalla laica Francia dopo che nel 2011 gli integralisti cattolici di Civitas hanno fatto un putiferio a base di veglie di preghiera davanti ai teatri dove si rappresentava Sul concetto di volto nel Figlio di Dio. Anche Pippo del Bono ha avuto gli onori del festival In di Avignone, e le sue opere sono ampiamente diffuse. Così come quelle di Emma Dante, seppur con un'accoglienza meno consensuale. Ricci/Forte sono arrivati a una reale visibilità nelle ultime due stagioni, così come alcuni spettacoli della compagnia Motus, e in ambito festivaliero, in luoghi importanti, ma più di nicchia come il 104 a Parigi, alcune produzioni di Centrale Fies o ancora in Belgio al Festival di Liège 2013 (dopo Face à Face) gli spettacoli di Fibre Parallele. Cito il Festival di Liège perché è un alto luogo della scoperta di spettacoli esteri per il binomio francofono di Francia e Belgio, quindi se Fibre Parallele sono passati lì non tarderanno ad arrivare con più visibilità in Francia.
Il teatro di testo portato da compagnie italiane è meno presente. Per chiarezza escludo qui le presentazioni, che possono essere fatte da compagnie bilingue residenti in Francia, così come, seppur importanti, quelle date all'interno degli Istituti di Cultura Italiani.
Sono quasi sempre dei meccanismi di coproduzione o operazioni di produzione al livello europeo che creano queste occasioni di tournée in Francia. Un esempio perfetto mi sembra quello dei Teatri Uniti, che si sono imposti prima - a partire già dalla metà degli anni 90 - come un partner produttivo internazionale, ed anche ora che forse lo sono meno, hanno mantenuto una rete di diffusione importante. E ormai il pubblico di teatro francese, anche grazie a diversi film che sono usciti nelle sale francesi, si è affezionato a Toni Servillo, quindi i suoi spettacoli di repertorio sono accolti con grande regolarità e nella continuità delle tournée italiana, Le voci di dentro è già passato a Parigi, nella continuità della sua tournée nazionale di questa stagione. Grazie a questo tipo di partenariato, ad esempio, in questa stagione è arrivata al Théâtre de Chaillot - uno dei 6 teatri nazionali francesi - l'Antigone di Valeria Parella con la regia di de Fusco. Negli ultimi anni in modo più sporadico, ma significativo abbiamo potuto vedere anche diversi spettacoli di Spiro Scimone e Fausto Paravidino, due autori che sono anche entrambi tradotti, e messi in scena in francese.
Un posto a parte in questo panorama merita Ascanio Celestini. Tra il 2009 e il 2011 Celestini presenta al Théâtre des Abbesses - Théâtre de la Ville - La fabbrica, La fila indiana e La pecora nera. Celestini arriva in Francia con la prima edizione del dispositivo "Face à Face - Faccia a Faccia - scene di Francia per il teatro italiano" sul quale tornerò dopo. È immediatamente riconosciuto come l'erede della tradizione di Dario Fo, il pubblico e gli operatori culturali possono quindi facilmente riconoscerlo ed etichettarlo, inoltre tre suoi testi sono già disponibili in traduzione, di cui due hanno ricevuto la Borsa alla traduzione della Maison Antoine Vitez. Quindi la conoscenza da parte dei Francesi di Celestini si fa rapidamente: Radio Clandestina - Radio clandestine tradotto da Olivier Favier (borsa MAV), è pubblicato da Espaces 34 nel 2009, e creato da Dag Jeanneret nel 2010, Fabbrica, tradotto da Katleen Dulac è pubblicato dalle Editions théâtrales nel 2009, messo in scena nel 2009 col titolo La Fabbrica da Charles Tordjman in una nuova traduzione d'Olivier Favier, Storia di uno scemo di guerra - Récit de guerre bien frappé tradotto da Dominique Vittoz pubblicato da Le serpent à plumes nel 2009, La pecora nera - La Brébis galeuse tradotto da Olivier Favier pubblicato dalle edizioni du Sonneur nel 2010. Da qui l'opera di Ascanio Celestini conquista spazi diversi in teatri più o meno importanti e porta con sé un interesse, oggi indubbiamente consistente, al Teatro Narrazione e permette di far scoprire altri autori di questo genere. Nel 2011 quando arrivano le prime difficoltà in Francia sui diritti delle opere di Dario Fo, molte compagnie scoprono quello che è designato come il suo erede, e la diffusione dei testi di Celestini continua con traduzioni inedite e nuove messe in scena. La stagione scorsa durante una tournée in Belgio, Celestini conosce David Murgia, giovane attore e regista di talento, stella montante del teatro belga, in residenza al Théâtre National di Bruxelles, la scintilla scocca tra i due e al Festival Off di Avignone3 creano Discours à la Nation - Discorso alla Nazione. Per la prima volta quindi Celestini affida ad un altro attore la creazione di un suo testo di cui assume la regia. Lo spettacolo è programmato questa stagione al Théâtre National di Bruxelles, al festival di Liège e sarà in tournée in Francia la stagione prossima. Se mi sono soffermata sulla traiettoria di Celestini è perché mi sembra, a suo modo, esemplare. Il successo è legato al moltiplicarsi dei fattori positivi: l'appoggio e la riconoscenza istituzionale in Italia, l'adeguazione del genere di scrittura con le attese dell'istituzione francese, la coincidenza dell'interesse e del lavoro di un ottimo traduttore come Olivier Favier, e l'incontro fortuito di Celestini durante le sue tournée con l'attore perfetto per portare la sua parola sulle scene francofone.
Tra gli altri autori del teatro narrazione tradotti in francese troviamo: Marco Balliani - del quale Corpo di stato - Corps d'Etat nella traduzione di Olivier Favier è pubblicato dalle edizioni des Amandiers -, Davide Enia, Daniele Timpano - Risorgimento pop traduzione di Olivier Favier e Eve Duca, con una borsa della Maison Antoine Vitez nel 2011 -, Mario Perrotta tradotto e interpretato in Belgio da Hervé Guerrisi, o ancora Giuliana Musso tradotta da Amandine Mélan, Laura Curino - Olivetti è tradotto da Juliette Gheerbrant -, e Saverio La Ruina tradotto da Federica Martucci e Amandine Mélan i cui testi per ora sono solo stati oggetto di letture in diverse manifestazioni teatrali o saranno creati tra breve per La Ruina.
In questa stagione Italia-Brasile 3-2 - Italie-Brésil 3-2 di Enia nella traduzione di Olivier Favier per Face à Face 2010, con l'allestimento di Tandaim, una compagnia del sud della Francia, convenzionata dalla Regione PACA, ha avuto una tournée di un centinaio di date, e sarà di nuovo in tournée anche nella regione di Parigi la prossima stagione.
Senza troppo soffermarmi su quest'aspetto, vorrei dire che questa scoperta recente e folgorante del teatro Narrazione in Francia è anche accompagnata dall'urgenza delle restrizioni finanziarie in cui cominciano a trovarsi le compagnie teatrali francesi, che sono quindi ben felici di trovare dei testi da portare in scena con mezzi ridotti, i cui autori non sono sconosciuti alle Istituzioni e il cui contenuto politico o di attualità sociale conforta le loro ambizioni.  

ALTRI ESEMPI DI DIFFUSIONE NELLE ULTIME QUATTRO STAGIONI
Il caso di Italie-Brésil 3-2 di Enia, non è isolato. Con uno sguardo rapido sulle ultime tre stagioni, si può osare affermare che il tasso di rappresentatività dei testi italiani contemporanei in Francia arrivi al terzo posto in percentuale tra i testi stranieri tradotti contemporanei, sicuramente dopo la drammaturgia tedesca e quella in lingua inglese, probabilmente prima di quella scandinava, sicuramente prima di quella spagnola, portoghese, russa, e dei paesi dell'est. C'è ora una nuova emergenza del teatro sud-americano, che non tarderà, credo, a influenzare questa tendenza.
Qualche altro esempio sulle ultime stagioni, in ordine sparso e di tipo eclettico, proprio per cogliere la diversità delle proposte e possibilità, la lista non ha alcuna pretesa di essere esaustiva:
- Le nuvole tornano a casa - Les nuages retournent à la maison di Laura Forti, tradotto da Federica Martucci (pubblicato da Actes Sud-Papiers) e messo in scena da Justine Heynemann, rappresentato anche al Festival d’Avignon Off nel 2010 e 2011.
- L’Hamblette di Giovanni Testori tradotto da Jean-Paul Manganaro e messo in scena da Giampaolo Gotti (Face à Face 2010, poi in tournée a Lione e al Théâtre de l’Opprimé di Parigi nel 2011-12), al proposito segnaliamo anche la traduzione di Macbette e di DesOrest’ di Giovanni Testori, entrambi tradotti da Giampaolo Gotti e Sylvia Bagli con due borse della MAV (2009 e 2011).
- Mare - Mer di Tino Caspanello, tradotto da Bruno e Frank La Brasca (edizioni Espace 34, 2010) creato al Teatro dell'Atelier  di Parigi con la regia di Jean Louis Benoit nel 2011. Di Caspanello Espace 34 ha pubblicato nel 2012 anche 'Nta ll'aria - À l'aire libre, traduzione Julie Quénehen.
- La malattia della famiglia M. - La maladie de la famille M. di Fausto Paravidino, tradotto da Caroline Michel (pubblicato dall'Arche) andato in scena con la regia dell'autore Théâtre du Vieux-Colombier della Comédie Française nel 2011.
- Sempre di Fausto Paravidino Due fratelli - Deux frères, taduzione Jean Romain Vesperini regia Erica Vandelet in tournée questa stagione in Bretagna e nella regione di Parigi.
- Variazioni sul modello di Kraepelin – Variations sur le modèle de Kraepelin di Davide Carnevali, tradotto da Caroline Michel con una borsa MAV (pubblicato da Actes Sud-Papiers) presentato al Théâtre de Vienne nel 2013, andato poi in tournée, sarà al TNP di Villeurbanne nel maggio 2014, con la regia di Antonella Amirante, compagnia Anteprima basata a Lione, che opera infaticabilmente per la diffusione del teatro contemporaneo italiano (Laura Forti, Antonio Tarantino…)
- La Borto - Arrange-toi ! di Saverio La Ruina, traduzione di Federica Martucci e Amandine Mélan, con una borsa MAV del 2011, sarà creato con la regia di Antonella Amirante, nell'ottobre 2014 al TNP di Villeurbanne.
- Avevo un bel pallone rosso - J'avais un beau ballon rouge di Angela Dematté tradotto con la borsa MAV da Caroline Michelle et Julie Quénehen regia Michel Dydim, creato al CDN La Manufacture di Nancy la stagione scorsa, presentato questa stagione al Rond-Point di Parigi.
- Maratona a New-York - Marathon à New-York di Edoardo Erba traduzione di Ève Duca, che per diversi anni non si era montato, nonostante varie richieste e letture, è ora alla Boutonnière di Parigi, un piccolo teatro indipendente.
- Arnaud Meunier, giovane regista, nonché direttore artistico della Comédie di Saint-Etienne, un CDN importante, due anni fa ha montato Donna non rieducabile, Memorandum teatrale su Anna Politkovskaïa - Femme non-rééducable, di Stefano Massini nella traduzione Pietro Pizzuti, già allestito a Bruxelles nel 2010 e che continua la sua tournée nel 2014 con la nuova regia di Meunier. Questa stagione Arnaud Meunier ha messo in scena I Capitoli Del Crollo “Lehman Trilogy” - Chapitres De La Chute, Saga des Lehman Brothers, tradotto da Pietro Pizzuti, edito dall'Arche. Lo spettacolo è in tournée su tutta la stagione nei maggiori teatri di provincia, al Rond-Point di Parigi e continuerà la stagione prossima. Il testo sarà pubblicato in italiano da Einaudi con la prefazione di Luca Ronconi. Sempre di Massini Credoinunsol-odio (Jecroisenunseuldieu traduzione d’Olivier Favier e Federica Martucci) con il titolo Dieu, je ne crois qu'en une seule haine nella traduzione di Pietro Pizzuti sarà letto il 15 aprile 2014 al Théâtre du Rond-Point di Parigi.
- Trittico del naufragio - Tryptique du naufrage di Lina Prosa, con la regia di Christian Benedetti e Lina Prosa al Théâtre du Vieux Colombier, nell'ambito dei Rendez-vous contemporains della Comédie Française, all'inizio di questo mese. Lampedusa Beach, Lampedusa Snow e Lampedusa Way sono editi da Les Solitaires intempestifs nel 2012 e 2014, nelle traduzioni di Jean-Paul Manganaro.
- Rumore di acque - Bruits d’eaux di Marco Martinelli traduzione commissionata dal Théâtre Alibi a Jean-Paul Manganaro, regia Ferdinand Barbet del Théâtre Alibi, compagnia convenzionata dalla regione Corsica, creato al Festival Off di Avignone 2013.

FACE À FACE
Un peso notevole ha raggiunto negli ultimi anni la manifestazione "Face à Face".
Il dispositivo "Face à Face, Parole d'Italia per le scene di Francia" è nato nel 2009 in risposta ad un'iniziativa gemella - "Face à Face, Parole di Francia per le scene d'Italia" - sviluppata in Italia a partire dal 2007 dall'Ambasciata di Francia a Roma e dalla Fondazione Nuovi Mecenati, iscrivendosi quindi nel solco degli accordi culturali tra i due Paesi. Il "Face à Face" che qui ci interessa, quello che porta, dunque, le parole d'Italia sulle scene francesi è un'iniziativa diretta della Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero Italiano dei Beni e delle Attività Culturali, sostenuta dagli Istituti di Cultura Italiani di Parigi, Marsiglia e Lione.
Fin dalla prima edizione in Francia nel 2009 il progetto è stato accolto a Parigi dal Théâtre de l'Odéon e dal Théâtre du Rond-Point, e in altre sei città: Marsiglia, Lille, Grenoble, Rouen, Nantes, Pont-à-Mousson.
La manifestazione ha poi ampliato le collaborazioni nel 2010, tra i partner francesi si sono aggiunti il Théâtre de la Ville di Parigi nell'ambito della sua manifestazione Chantiers d'Europe, il festival actOral di Marsiglia, il teatro Les Ateliers di Lione nell'ambito di Festival Text’Appeal e il festival Scènes d'Europe della Comédie de Reims.
Nel 2012 si aggiungono: la Manufacture - CDN di Nancy Lorraine nell'ambito del loro festival Ring, Lieux Publics - CNC di Marsiglia, il Troisième bureau di Grenoble e il CDN des Alpes sempre di Grenoble. In seguito accolgono l'iniziativa: il CDN di Saint-Etienne, il Panta Théâtre di Caen con il loro Festival Ecrire et Mettre en Scène Aujourd’hui et la Scène Nationale di Saint-Nazaire.
Alcuni partner vanno e vengono nel corso delle diverse edizioni, secondo le loro linee di programmazione. Ad esempio il Festival del Panta Théâtre di Caen è dedicato ad un diverso paese ogni anno.
La MAV è partner fisso di "Face à Face" dal 2010, con modalità su cui tornerò dopo. L'interfaccia italiano della manifestazione è la società di produzione PAV4, quello francese è stato la società di produzione Ligne Directe, fino allo scorso anno, ora è l'organizzatrice indipendente Christine Schmitt.

Vi leggo i nomi degli autori e artisti presenti nelle varie edizioni.
- 1° edizione 2009
Autori invitati, tradotti o no: Roberto Cavosi, Ascanio Celestini, Emma Dante, Enzo Moscato, Fausto Paravidino, Lina Prosa, Stefano Ricci e Gianni Forte, Letizia Russo, Spiro Scimone, Francesco Silvestri, Antonio Tarantino, Vitaliano Trevisan

- 2° edizione 2010
Artisti e autori invitati, tradotti o no: Babilonia Teatri, Marco Baliani, Mimmo Borelli, Marco Calvani, Ascanio Celestini, Arturo Cirillo, Davide Enia, Edoardo Erba, Fibre parallele, Giuliana Musso e Massimo Somaglino, Muta Imago, Fausto Paravidino, Luca Ronconi, Letizia Russo, Roberto Saviano, Spiro Scimone, Francesco Silvestri, Giovanni Testori

- 3° edizione 2011
Da giugno a dicembre sono presentati gli spettacoli di: Ascanio Celestini, Mario Martone, Flavia Mastrella e Antonio Rezza, Motus, NicoNote, Tony Clifton Circus. I testi tradotti sono di: Marco Baliani, Laura Curino e Gabriele Vacis, Angela Dematté, Saverio La Ruina, Stefano Massini, Letizia Russo, Antonio Tarantino, Daniele Timpano, Ricci/Forte, Giovanna Giovannozzi, Roberta Biagiarelli, Simona Gonella, Lucia Calamaro, Marco Calvani partecipa al Bal Littéraire del Théâtre de la Ville.

- 4° edizione 2012
Da maggio a novembre sono presentati gli spettacoli di: Accademia degli Artefatti, Menoventi, Motus, Compagnia Zappalà Danza. I testi tradotti sono di: Magdalena Barile, Lucia Calamaro, Davide Carnevali, Marco Martinelli, Sara Sole Notarbartolo, Ricci/Forte, Saverio La Ruina, Letizia Russo.

- 5° edizione 2013 - 2014
La prossima edizione non ha ancora, secondo le mie informazioni odierne, una data pubblicamente annunciata. Per ora c'è una lista di opere preselezionate:
Autori Vari: “Wake up!” 
Marco Andreoli: "Hopper mode” 
Mimmo Borrelli: “La madre” 
Lucia Calamaro: "L'origine del mondo"
Tino Caspanello: “Interno” 
Cristian Ceresoli: “La merda” 
Renata Ciaravino: “Opera notte” 
Marta Cuscunà: “La semplicità ingannata” 
Luca De Bei: “Un forte ronzio di mosche” / “Le mattine dieci alle quattro” 
Dario De Luca: “U Tingiutu” 
Deflorian / Tagliarini: “Reality” 
Laura Forti: “Blu, monologo per attrice” 
Alessandro Genovesi: “Happy Family” 
Angelo Longoni: “Vita” 
Macri / Trapani: “Porcomondo” 
Vittorio Moroni: “Il grande mago” 
Mario Perrotta: “Atto Finale-Flaubert” 
Lorenzo Piccolo: “La casa di carta” 
Armando Pirozzi: “Soprattutto l’anguria” 
Michele Santeramo: “La rivincita” 
Franco Scaldati: "Totò e Vicè” 
Tiziano Scarpa: “La cinghiala di Jesolo” 
Giorgio Scianna: “La palestra” 
Massimo Sgorbani “L’angelo della gravità” 
Laura Sicignano “Scintille” 
Francesco Suriano: “Perché il cane mangia le ossa” 
Mattia Torre: “4 5 6” 
Daniele Villa: "Homo ridens/Dies Irae"

Quest'elenco completo, l'ho trovato cercando delle precisioni, per preparare il nostro incontro sul sito del MIBAC (http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/promozione/face-a-face).
Le informazioni trovate sul sito del Ministero italiano sono interessanti, vi leggo:
"Al fine di rinnovare il panorama dei testi e degli autori già presentati nelle passate edizioni, un Comitato di Lettura, formato da componenti francesi ed italiani, effettua ogni anno una nuova selezione a partire da un ampio dossier individuato con alcuni criteri condivisi.
I criteri utilizzati per l'inclusione di autori/testi nel dossier valutato dal Comitato di lettura sono:
testi di autori viventi
testi prodotti o  comunque andati in scena in forma di presentazione pubblica negli ultimi 3 anni
partecipazione al progetto Face à Face non più di due volte nell’arco di tre anni con una pausa di due anni tra un triennio e l’altro
I premi o le segnalazioni ricevute dai testi negli ultimi 4 anni possono aver costituito criterio preferenziale nella selezione del Comitato.
Sulla base delle proposte prevenute nel corso degli anni i teatri francesi potranno quindi scegliere, a proprio insindacabile giudizio, le opere da presentare sotto forma di letture, mise en espace o allestimenti nel quadro della prossima edizione del progetto.
Il Comitato di lettura, composto da Maison Antoine Vitez, MiBAC – Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo,  Istituto Italiano di Cultura a Parigi, e Associazione PAV, ha individuato la seguente rosa di proposte: e segue l'elenco di autori che vi ho letto con il titolo dei testi."

Ora, se si ammette che questi criteri siano stati applicati anche nelle edizioni precedenti, appare almeno una contraddizione evidente: la non partecipazione per più di due volte nell'arco degli ultimi tre anni, criterio non rispettato per qualche nome. Ma la spiegazione che mi sembra più interessante darvi è quella sul Comitato di lettura.
Il Ministero cita nell'elenco del Comitato di lettura per prima la Maison Antoine Vitez. L'informazione è, se non falsa, per lo meno deformata. Il Comitato italiano della MAV riceve un elenco di testi già selezionati, sul quale semplicemente emettere un giudizio per quel che riguarda o no l'attribuzione di una delle borse MAV dedita a "Face à Face". Il Comitato può a sua volta emettere una o due proposte di testi tradotti recentemente o in corso di traduzione da inserire nel programma, ma non partecipa alla selezione a monte. "Face à Face" ha anche una sua dotazione per le traduzioni dei testi, indipendente da quella della MAV e a volte coinvolge i traduttori del comitato per le nuove traduzioni. Come sia effettuata la selezione dei testi è per quel che mi riguarda un mistero da elucidare. Va aggiunto che non tutti i testi selezionati vengono sottoposti al Comitato Italiano, senza che vi sappia dire se ciò è un buon o un cattivo segno per il testo in questione. "Face à Face" resta una manifestazione importante per la diffusione del teatro contemporaneo in Francia. Mi auspico una maggiore trasparenza nel prossimo futuro.
Il Comitato Italiano della MAV è composto oggi di 15 membri5. Tra di essi la grande maggioranza sono traduttori teatrali dall'italiano, alcuni anche traduttori verso l'italiano. Il loro background è teatrale (attori, registi, pedagoghi) e/o universitario (italianisti, ricercatori, insegnanti). Tra i non traduttori ci sono una regista teatrale, un regista-autore e una giornalista. Il comitato è ora coordinato da Olivier Favier, traduttore verso il francese, italianista e storico di formazione, Federica Martucci, attrice, traduttrice e autore, e da Antonella Amirante, regista, per il sud-est della Francia dove gli scambi franco-italiani sono numerosi. Nella sua composizione attuale il Comitato Italiano ha deciso di privilegiare la drammaturgia contemporanea, convinto che gli autori di oggi siano le persone che meglio sappiano cogliere i mutamenti e i movimenti del mondo e della società in cui viviamo e trasporli sulla scena. I testi che ogni membro propone o quelli che arrivano spontaneamente per la domanda di una borsa alla traduzione sono letti da minimo due persone, molto spesso di più. Nel caso in cui gli avvisi non siano concordanti, il testo è letto da altri membri. Una lista della maggior parte dei traduttori del Comitato è reperibile, con il loro curriculum e le opere tradotte, sul sito del comitato: italiscena.org

LA MAISON ANTOINE VITEZ PRESENTAZIONE
La Maison Antoine Vitez è un’associazione - statuto giuridico usuale per gli enti morali dello spettacolo dal vivo - fondata nel 1991 che riunisce linguisti e persone di teatro desiderosi di lavorare insieme alla promozione della traduzione teatrale e alla scoperta delle drammaturgie contemporanee mondiali, obbiettivo individuato dai fondatori Jean-Michel Déprats, Jacques Nichet, Jean Lebeau.
Il suo funzionamento è assicurato dall’attività militante dei suoi membri - tra i quali sono scelti i comitati linguistici - e del suo consiglio d’amministrazione - presidente Michel Bataillon, vice-presidente Jean-Michel Déprats, segretario Jean-Louis Besson, tesoriere Jean Lebeau -, nonché dal lavoro salariato e la dedizione del suo direttore artistico, Laurent Muhleisen, traduttore dal tedesco; di una segretaria generale, Marianne Clévy; d’un segretario amministrativo, Aurélien Saunier.
La MAV è finanziata dalla Direzione Generale della Creazione Artistica - Ministero della Cultura francese.
Nel corso del tempo ha sviluppato numerosi partenariati con istituzioni teatrali, universitarie e di ricerca, con gli Istituti Culturali dei diversi paesi presenti in Francia e gli Istituti Francesi presenti nel mondo.
Dalla sua fondazione al 2010 la MAV è stata ospitata dal Comune di Montpellier al Domaine de Grammont, vicino al Centre dramatique national du Languedoc-Roussillon. Ha sviluppato legami con le principali istituzioni teatrali e letterarie della regione, che permangono ancora oggi: le Assises de la traduction littéraire e il Collège international des traducteurs di Arles, la Comédie du livre, il Printemps des comédiens, il Centre national des écritures du spectacle di Villeneuve-lès-Avignon, il Festival d'Avignone e la Maison Jean Vilar.
Dal gennaio 2011 occupa, in subaffitto, dei locali presso il Centre National du Théâtre, a Parigi. E si è così avvicinata alla sua tutela principale, la Direction Générale de la Création Artistique, alla rete dei suoi traduttori, e a una delle principali piattaforme della vita teatrale francese che resta la piazza di Parigi.
Attraverso lo sviluppo dei vari partenariati, la MAV oltre alla gestione delle Borse alla traduzione, del centro di risorse on line e della Biblioteca dei testi tradotti, opera anche per la promozione e diffusione dei testi, soprattutto sotto forma di letture e mises-en-espace.
I traduttori della MAV sono riuniti per famiglie linguistiche e animano 25 comitati letterari, ciascuno composto da un numero variabile di membri. I comitati lavorano in modo autonomo, e organizzano come meglio credono il loro funzionamento interno. Ci sono sempre però uno o due coordinatori. Il compito dei comitati di lettura è di cercare e scoprire nuovi testi, leggere quelli che arrivano spontaneamente per le domande alle Borse di traduzione, presentati da traduttori esterni alla MAV o da compagnie che si interessano ad un testo straniero non tradotto. Ne vengono fatte delle schede, ne viene selezionata una rosa che è proposta, con un dossier completo, alla Commissione di lettura che ha potere decisionale. La Commissione di lettura è a sua volta composta da circa 20 persone, è diretta dal segretario del consiglio d'amministrazione della MAV, Jean-Louis Besson, e ne fanno parte il presidente della MAV, Michel Bataillon, nonché Laurent Muhleisen, il direttore artistico, Marianne Clévy, la segretaria generale e delle personalità del mondo teatrale e letterario. La lista completa dei membri della commissione non è resa pubblica.

La Commissione si riunisce una volta l'anno ed esamina una media di 30 dossier.
Ogni anno sono attribuite circa 15 borse alla traduzione per l'insieme dei comitati linguistici. Attualmente l'ammontare di una borsa è di 2400 euro, 2100 euro se si tratta di una borsa nell'ambito di un partenariato (come quello con "Face à Face", ad esempio).
Dalla sua creazione, in venti anni, la MAV ha accordato una borsa a 37 traduttori di autori italiani6.

LE BORSE ALLA TRADUZIONE
Le domande all'aiuto alla traduzione emanano dai comitati letterari che propongono ogni anno da 1 a 5 testi letti e selezionati dai membri del comitato.
Gli autori italiani desiderosi di sottoporre un testo alla lettura possono inviarlo ai coordinatori del Comitato Italiano all'indirizzo mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Le domande comprendono:
il testo integrale in lingua originale (in formato PDF di preferenza)
un riassunto del testo (plot, non analisi drammaturgica)
la biografia succinta dell'autore
una nota d'intenti del traduttore
la biografia succinta del traduttore
un estratto della traduzione di circa 20 pagine (secondo una scelta pertinente del traduttore)
l'autorizzazione dell'autore al traduttore per la traduzione del testo in questione

CALENDARIO
Fine aprile: dead line invio del dossier
Giugno: prima sessione che riunisce l'insieme dei coordinatori dei comitati letterari. Ogni comitato presenta di fronte a tutti i coordinatori (di solito due persone presenti per comitato), al direttore artistico, alla segretaria generale e al segretario amministrativo le sue proposte
Metà luglio: l'insieme dei progetti selezionati dai comitati letterari è mandato ai membri della Commissione di lettura
Fine settembre - inizio ottobre: la commissione di lettura si riunisce. Dopo l'avviso del comitato di lettura, il consiglio d'amministrazione attribuisce le borse. I traduttori sono avvisati per lettera.

Sito MAV: http://www.maisonantoinevitez.fr/
Sito Comitato italiano: http://italinscena.org/
Sito CeNDIC: http://www.centrodrammaturgia.it/