La delegazione del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CeNDIC, composta dal Presidente Maria Letizia Compatangelo, Alessandro Trigona e Rosario Galli, è stata audita oggi dalla VII Commissione Cultura del Senato,

in merito alla riforma dello spettacolo dal vivo, referente del nuovo disegno di legge la senatrice Di Giorgi.
Nell’incontro, si è discusso della creazione di un “nuovo sistema” che favorisca e sostenga la drammaturgia italiana contemporanea, partendo dalla istituzione “per funzione” di un Teatro Nazionale per la Drammaturgia Italiana Contemporanea (un appello in tal senso è stato sottoscritto da più di un migliaio tra autori, scrittori, registi, attori, intellettuali e addetti ai lavori) presso il Teatro di Roma, e da questi gestito, in una delle sue sale (Argentina, Valle, India), sul modello del Royal Court Theatre inglese. Tale innovativa riforma di sistema verrebbe ad essere accompagnata dalla istituzione della figura del Drammaturg, che affianchi i Direttori artistici dei teatri nazionale e TRIC nell’attività di valorizzazione di testi italiani contemporanei. Il CeNDIC ha esposto una serie di proposte di carattere strutturale nonché fiscale (introduzione del Tax credit per il teatro, calcolo triennale su proventi del diritto d’autore) a sostegno dell’autore italiano contemporaneo, definizione di cui il Cendic ha indicato un fondamentale aggiornamento, ponendo inoltre l’accento sulla problematica relativa alla “nazionalità” di uno spettacolo che, riconosciuta, non potrà prescindere da quella dell’autore. Come nel cinema e in altri settori artistici sono assistite, sostenute e promosse opere di “autori italiani”, analogamente il CENDIC chiede che tale principio sia applicato anche al teatro. In ultimo, la presidente Compatangelo ha ricordato che il Centro Nazionale è stato fondato da più di 200 autori (con l’adesione di Dario Fo, Franca Rame, Dacia Maraini, Ugo Chiti, Franca Valeri, Paolo Rossi ed altri) con il fine di  “colmare il vuoto istituzionale” creatosi dopo la chiusura dell’Ente Teatro Italiano e, ancora prima, dell’Istituto Dramma Italiano. Ribadendo le ragioni che hanno spinto gli Autori Italiani ad autorganizzarsi, senza alcun sostegno economico da parte dello Stato e/o altri Enti, il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, che già di fatto svolge tali funzioni, con il riconoscimento di enti e istituzioni pubbliche italiane ed estere,  ha chiesto formalmente il proprio riconoscimento istituzionale, al pari delle istituzioni omologhe operanti in Europa, specificando che tutto ciò potrà avvenire a costo ZERO per la Pubblica Amministrazione, provvedendosi ex legem attraverso il finanziamento derivante da proventi di diritto d’autore non ripartibili.