È stato il giurista/drammaturgo Gennaro Francione ad avere l’onere/onore di inaugurare, l’8 giugno, presso la Biblioteca Marconi di Roma,

la nuova stagione di “Parola al Teatro 2017”, progetto a cura di Alessandro Trigona. Un incontro presieduto dalla presidente del CeNDIC, Maria Letizia Compatangelo, che ha visto l’autore campano, coadiuvato dal “collega” giurista Luigi Di Maio e dall’attrice Elisabetta Magrini, illustrare le dinamiche della propria scrittura e la peculiarità del suo essere drammaturgo, la sua capacità di “tradurre” in pièce teatrale gli atti giudiziari di importanti processi della storia. Evidenziando aspetti che accomunano il teatro le aule di tribunale (la presenza di “attori”, la ritualità e “teatralità” di entrambi i contesti), Gennaro Francione ha spiegato così il lavoro drammaturgico intrapreso per tradurre un “processo” in finzione scenica, dando esplicativo esempio attraverso la lettura di alcuni brani tratti dal suo ultimo spettacolo, “LA CRICCA DELLA BANCA DI ROMA”, scritto, a quattro mani, con Luigi Di Maio, collega giurista e anche lui drammaturgo. Un testo il loro che ci riporta all’attualità di quello che fu uno dei più grandi scandali di fine ottocento e che sembrò poter minare le fondamenta dello Stato unitario da poco costituito.

Il 13 giugno, invece, sempre alla Biblioteca Marconi, è toccato ad Alessandro Stella presentarsi e raccontarsi, illustrando il suo ultimo lavoro: “UNA STANZA DA RIFARE”. L’autore ferrarese ha spiegato di come il suo sguardo sulla contemporaneità si traduca in coscienza critica tesa ad evidenziare le contraddizioni che, pericolosamente, possono esasperare gli animi fino all’estreme conseguenze. L’intervento della regista Caterina Casini, come la viscerale e convincente interpretazione di Andrea Bianchi hanno arricchito ulteriormente l’incontro rendendo quanto mai esplicito il senso della scrittura, le doti drammaturgiche dell’autore ferarrese.
 
In una sorta di ipotetico passaggio da città a città, a Palermo, il  14 giugno, presso la Biblioteca Villa Trabia, in assenza di Liliana Paganini del CENDIC, trattenuta a Roma per gravi problemi familiari, il giornalista Guido Valdini ha presieduto l’incontro con Luisa Stella. La scrittrice siciliana ha parlato della genesi del suo racconto, “IO SONO LA SELVATICHEZZA”, dal quale l’attrice Licia Maglietta ha tratto uno spettacolo teatrale di successo, “LAMIA”, e si è raccontata, entrando nelle dinamiche della propria volontà di farsi, attraverso la scrittura, occhio che indaga tra le pieghe della vita in un lacerarsi umano tra quello che si è e quello che si vorrebbe essere.

Da Roma a Palermo, da Palermo a Roma. Lunedì, 19 giugno, ore 17.00, Francesco Randazzo si presenterà presso la Biblioteca Nelson Mandela di Roma, accompagnato dalla regista e interprete Cinzia Maccagnano. Il drammaturgo siciliano parlerà del suo PENTESILEA VS ACHILLE (finalista al Premio Cendic Segesta 2015) e dei suoi protagonisti che “esprimono la mobilità drammatica dell'identità”, “eroi simbolo di qualcosa che trascorre e informa continuamente la mitologia classica, con le sue molteplici storie”. Personaggi che nascono e si espongono “in schegge frammentarie che tentano d'esplorare il senso dell'essere in dissidio fisico e spirituale per scoprire che, forse, questo soltanto è esistere, davvero e senza confini, limiti e pregiudizi”.

Da Roma di nuovo a Palermo e sempre alla Biblioteca di Villa Trabia, il 21 giugno, ore 17.30 Gianfranco Perriera, regista, saggista e drammaturgo, entrerà nel particolare della sua visione del teatro come “un luogo dove ci si misura con la profondità della coscienza e dove si dà corpo ai problemi più importanti dell’umano, in rapporto (…) con il tempo, con la società, con la trascendenza”. Un teatro visto ancora come luogo dove “le questioni irrisolte del nostro rapporto col mondo e con gli altri appaiono incarnate nei corpi degli attori”.

Andata e ritorno. E da Palermo si tornerà a Roma con il veneto Paolo Puppa, ordinario di storia del teatro e dello spettacolo all'Università di Venezia, che, il 28 giugno, ore 17.00, presso il BiblioCaffè Letterario, presenterà il volume, edito dalla casa editrice Titivillus, “MATTI PER UNA NOTTE”, che raccoglie dodici monologhi di cronache venete. Paolo Puppa, facendo sapiente uso della “tecnica del soliloquio mormorato o gridato da personaggi per lo più antichi” li ha strappati alle biblioteche classiche, tra epica e teatro, e li ha inseriti “nel quotidiano d’oggi, nella crisi economica e morale della piccola o grande borghesia del Nord Est italiano, colla deriva puntuale di una sessualità disturbata”.
Roma chiama. Palermo risponde in un immaginario collegamento tra la capitale e il capoluogo siciliano in attesa che, dall’autunno, anche Milano, con lo sensibilità culturale che le appartiene, dia anche lei “Parola al teatro”.
    
Riferimento: Alessandro Trigona
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