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L’edizione 2018 del Premio del Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea CENDIC –Segesta va all’autore teatrale e musicista Marco Schiavon

con “Il colore della forma”.
Alla cerimonia di consegna, che si è tenuta martedì 11 dicembre al Teatro Valle, hanno partecipano Maria Letizia Compatangelo (Drammaturga e Presidente Cendic) e Marcantonio Lucidi (Critico teatrale). Gli attori Giorgio Carosi, Paolo Gasparini, Giuseppe Manfridi e Rosario Galli hanno letto alcune scene del testo vincitore.
A decretare  la vittoria di Marco Schiavon la giuria tecnica composta da Nicasio Anzelmo, Veronica Cruciani, Carmelo Grassi, Marcantonio Lucidi, Manuela Mandracchia, Domenico Pantano e Orazio Torrisi sulla rosa dei finalisti selezionata dai drammaturghi del Cendic.

“Avvincente e ben costruito, - si legge nella motivazione -  con un linguaggio scorrevole, tensione nei dialoghi e un coraggioso montaggio di tecniche espressive diverse, tra il dialogico serrato, il lirico stralunato, e le simultaneità neofuturista alla Crimp, Il Colore della forma dà spunto a svariate riflessioni inerenti al segno e alla pittura, all’arte e la creazione artistica.
Nel testo di Marco Schiavon l’arte della pittura come luogo mentale del protagonista e suo spazio di libertà si contrappone al manicomio come luogo carcerario degli avvenimenti, producendo la contraddizione a fondamento del testo. Attraverso il protagonista, il pittore Gino Rossi (grande innovatore, amico di Martini, Modigliani, Casorati, morto in manicomio nel ‘47), l’autore ci conduce per mano nei meandri della psiche umana, facendoci  anche comprendere la situazione comportamentale e la vita di relazione nelle “prigioni a vita soffocanti” quali erano i manicomi in Italia sino ad alcuni decenni fa.
Con competenza di linguaggio nell’arte della pittura e attraverso la giustapposizione o l’accostamento di differenti impieghi della parola, della forma scenica e dell'invenzione dello spazio, Il colore della forma va oltre la semplice biografia e riesce – anche con notevoli spunti di ironia, lirismo e leggerezza - a dare corpo e a far vivere la figura di Gino Rossi, il suo mondo e il contrasto doloroso e incolmabile tra la sensibilità nuda e intransigente dell’artista rispetto a un mondo incomprensibilmente violento, dove tutto è negoziabile. Una drammaturgia che al contempo racconta una storia, genera un’azione ed esalta l’arte dell’attore: precisamente quanto deve fare un testo per la scena.”.

“Quest’anno, per la prima volta – dichiara la Presidente Cendic Maria Letizia Compatangelo - il Premio Cendic Segesta è stato a tema libero. Una sfida importante - perché noi i testi li leggiamo tutti, dal primo all’ultimo – che si è tradotta nell’arrivo di 109 copioni, a cui hanno risposto ben 35 soci giurati del Cendic: drammaturghi che si sono messi al servizio del Premio per selezionare i cinque testi finalisti da sottoporre alla giuria tecnica, pur sapendo di non poter votare per la propria opera. Il fatto che tra queste persone generose ci siano tre finalisti e il vincitore del Premio mi rende particolarmente felice.”.

La partecipazione al Premio Cendic Segesta è rigorosamente gratuita, consiste nell'allestimento e nella rappresentazione dell'opera vincitrice, nel 2019, a Segesta, Locri e Roma, a cura del Centro Teatrale Meridionale, e nella Rassegna dei testi finalisti, che ha luogo nel 2019al Teatro di Roma e nelle Biblioteche di Roma.

“Una caratteristica fondamentale del Premio  – prosegue Maria Letizia Compatangelo- è infatti l’anonimato assoluto, garantito dal notaio Maria Borsellino D’Angelo. In questo siamo gli unici in Italia. Nessuno, sia della giuria dei drammaturghi, sia della giuria tecnica, sia io come Presidente del Premio, conosce il nome del vincitore e nemmeno quello dei finalisti, fino a quando la giuria tecnica non ha designato il testo vincitore: solo allora il Notaio apre i files numerati collegati ai rispettivi testi.”.

Aperto a tutti gli autori, iscritti o non iscritti al Cendic, ideato da drammaturghi per i drammaturghi, il Premio di drammaturgia del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic, in collaborazione con il Calatafimi Segesta Festival “Le Dionisiache”, nasce con lo scopo di favorire la promozione e diffusione della scrittura teatrale e della lingua italiana e di assicurare ai partecipanti ciò che ogni autore auspica di trovare in un concorso: un giudizio qualificato; premi concreti quali allestimento e repliche; attenzione e diffusione continuativa delle opere finaliste; un meccanismo di selezione trasparente e la conoscenza delle valutazioni. Non prevede tasse di partecipazione e nemmeno spese di spedizione, poiché vi si partecipa per via telematica. Delle opere presentate entro il 3 settembre 2018, ne sono state selezionate cinque, che si sono contese l’assegnazione del  premio finale: Il Filo, di Maria Chiara Piazza, La tana dell'orso, di Marco Pernich, Una lunga nuotata, di Chiara Rossi, Il colore della forma, di Marco Schiavon,Volubilis, di Angela Villa.