MasterClass - Percorsi di Teatro
Iniziativa degli Autori Lazio
Elenco dei 19 progetti "MASTERCLASS - PERCORSI DI TEATRO" rivolti alle scuole
1) Aldo Alatri
Ridere con Filosofia, ovvero il Teatro Filosofico Comune
Il teatro non solo come intrattenimento, ma anche come mezzo di ricerca filosofica partendo dalla società. In un’epoca in cui la nostra civiltà Occidentale, cioè quella nata propria col teatro e i filosofi greci nel VI secolo a.C., sta vivendo una crisi molto profonda, non solo economica, ma soprattutto culturale, è fondamentale tornare a dibattere di tematiche importanti. Ma più sono “alte” le tematiche e più sono efficaci forme dirette ed esplicite di esposizione, dove alle teorie astratte si accompagna la semplice pratica dell’esempio, della vicenda umana in cui rispecchiare sé stessi, o situazioni di vita quotidiana. Non a caso le opere filosofiche più importanti, sono state scritte non tanto in forma di saggistica, quanto di dialoghi e racconti: da Zenone a Platone, da Galileo a Voltaire e poi ancora Kierkegaard e Nitzsche… Dunque la commistione tra teatro e filosofia fonda le sue radici nella tradizione più antica e si è protrae via, via nel tempo. In sintesi il teatro che intendiamo mostrare è filosofico in quanto con le sue storie tocca temi tipici di questa disciplina, ma al tempo stesso parte ed è imperniato sulla nostra società, sviscera dubbi e questioni di tutti i giorni, dunque è comune, riguarda e interessa tutti. In una forma ironica e divertente.
Nota biografica
Aldo Alatri nasce a Roma il 22 ottobre 1970. Laureatosi in ingegneria Meccanica, nel 1997 viene assunto da una società di consulenza americana dove conseguirà (2004) la qualifica di manager-dirigente. Nel ’98 conosce la sceneggiatrice e scrittrice Laura Toscano che sarà per alcuni anni la sua guida e maestra. Scrive e produce cortometraggi e documentari, alcuni per la RAI. Nel 2006 lascia il suo impiego da manager e si dedica a tempo pieno alla scrittura e alla poesia. Nello stesso anno si affaccia al teatro. Scrive 13 commedie, di cui 8 rappresentate. Collabora ad alcuni corsi di cinema e sceneggiatura. Scrive saltuariamente per periodici di cinema e teatro, e di storia e filosofia.
2) Daniela Ariano
Il pittore e la sua musa - progetto per un teatro che sposi l’arte visiva
Il pittore e la sua musa è una proposta di master class che, prendendo spunto dalla storia dell’arte, mette in relazione due mondi troppo spesso divisi ma che sono invece tra essi complementari: il teatro e la storia dell’arte.
Il seminario, con l’ausilio di diapositive e di testi selezionati, avrà lo scopo di mostrare come si possa creare un testo teatrale partendo da un’opera d’arte o dalla figura di un artista. Gli studenti quindi, oltre ad acquisire le nozioni base della scrittura scenica, verranno indirizzati verso una ricerca di dati storici e di costume che permettano la stesura di un testo teatrale completo.
Il teatro diviene in questa ricerca il luogo “non luogo” in cui superare la barriera del tempo e riportare in vita personaggi spesso incatenati alle pagine di un manuale o alle pareti fredde di un museo, grandi artisti e grandi o piccole donne che, come tutti i mortali, sono stati anch’essi sangue e carne, hanno avuto dolori, pentimenti e gioie. Hanno riso, amato e probabilmente odiato.
Gli studenti con la guida del docente attraverso l’uso sapiente del dialogo, faranno rivivere un personaggio protagonista del panorama artistico italiano e colei che lo ispirò, alla ricerca di una dimensione interiore che riscopra, appellandosi all’istinto creativo lì dove la storia non aiuta, l’uomo o la donna che sono stati dimenticati al di là dei colori di un quadro o di un affresco.
Nota biografica
Daniela Ariano, romana, è autrice di cinema e teatro.
Laureata col massimo dei voti in Lettere Moderne, ha lavorato con Aldo Giuffrè, Fabio Testi, Rosa Pianeta, Fabio Cocci, Marta Jacopini, Giulia Ricciardi e ha collaborato con diversi registi italiani.
Tra i suoi lavori più interessanti ricordiamo il cortometraggio "The waiting" (Giffoni Film Festival 2004, Next Generation International Film Festival 2005 di Miami, 45° Film Festival Cracovia 2005); "Saffo - finché in me ci sia respiro" (XXI° Festival Internazionale di Teatro Antico di Padova 2006); “I passi sul ghiaccio” (vincitore concorso In Scena 2008, MaxAub, Alessandria).
Inoltre, dal 2008 ad oggi, dirige la collana di teatro TST Scritture sceniche in movimento; scrive i testi della rubrica radiofonica “Andiamo a teatro” per la trasmissione Attenti al lupo curata e diretta da Alberto Lori (Radio-Radio); scrive articoli per il trimestrale di arte e cultura Corus Caffè e per la rubrica di teatro della testata on-line Vento Nuovo.
Attualmente collabora con la Fondazione Teatro Studio Jankowski e con Les Enfants Terribles, cooperativa teatrale diretta da Francesco Marino.
3) Duska Bisconti
Teatro in breve: come scrivere una scena e descrivere un mondo in due minuti
La scrittura teatrale è un esercizio continuo all’osservazione del mondo che ci circonda e non consente troppo spazio ai giudizi preconcetti di cui spesso si soffre anche nell’adolescenza.
Osservare il mondo implica l’essere liberi di entrare nei meccanismi della realtà delle cose e delle persone implicate nelle vicende a cui assistiamo. Nel momento in cui scriviamo( come anche quando l’attore interpreta un personaggio) abbiamo la possibilità di metterci nei panni altrui e scoprire sentimenti, emozioni, pensieri nuovi.
L’incontro che propongo si svolge nel modo seguente:
- Breve introduzione sulla tecnica di scrittura di un testo e spiegazione di cosa è necessario per renderlo comprensibile al pubblico che non conosce la storia che si andrà a raccontare.
- individuazione con i ragazzi di un tema che suscita interesse
- Individuazione di una storia a cui hanno assistito e che reputano degna di essere raccontata con una scena teatrale.
- Scrittura (indifferentemente individuale o collettiva) di una scena ed eventuale messinscena.
Tutto questo naturalmente nei limiti del tempo concesso.
Nota biografica
Duska Bisconti scrive monologhi, commedie, drammi, farse dal 1985. Ha rappresentato la maggior parte dei suoi spettacoli in Italia. Nel 1998 la Grin editore pubblica parte delle sue opere nel libro “VITA E MORTE IN CONTROCANTO” . Ha tenuto nel corso degli anni laboratori di scrittura teatrale nelle scuole elementari (Affile, Vallepietra, Arcinazzo, Bellegra, Subiaco, Ardea) medie inferiori (Roma, Subiaco, Ardea) medie superiori (Roma) in strutture diverse dalle scuole. In questo momento (giungo ,luglio 2012) è in scena a Bologna e Bolzano la sua opera “Arriveranno”.
4) Antonia Brancati
La parola mendace e il gesto rivelatore
PERCHÉ IL TEATRO
Il Teatro è forse una necessità? O un vizio assurdo per gente per cui “qualsiasi cosa è meglio che lavorare”? Forse occorre riconsiderare lo sviluppo del teatro nel corso del tempo per vedere se oggi, nell’era di internet, cinema, DVD, HD, 3D e altre diavolerie tecnologiche possiamo trovare una risposta ragionevole a questa domanda.
LA PAROLA MENDACE E IL GESTO RIVELATORE
In principio era il Verbo: la Parola Divina. La Parola magica. Eppure, come ben sa chiunque si trovi a dover lavorare con essa, la parola è – molto semplicemente – uno strumento insufficiente al compito al quale lo scrittore vuole destinarla: è ambigua, e spesso anche mendace quanto la realtà – o l’irrealtà che diviene reale nel momento in cui noi ne parliamo – che vogliamo descrivere. Che esistano parole che non abbiano bisogno di altre parole per venire comprese è una pia illusione. Come uscire dall’ambiguità e dalla multi valenza? Ll’importanza del contesto e del gesto.
Nota biografica
Nata con un ottimo pedigree teatrale: padre: Vitaliano Brancati; madre: Anna Proclemer. Dal 1980 ha lavorato per dieci anni in teatro nel campo della produzione e organizzazione teatrale, come assistente di Lucio Ardenzi, il maggior impresario del teatro privato italiano. Nel 1991 Laura Del Bono la convince che è nata per fare l’agente teatrale, e le cede il 50% della sua agenzia letteraria per il teatro.Nel 1993, dopo aver partecipato a un seminario sulla drammaturgia promosso dal Teatro Stabile di Roma, docente Mario Prosperi, scrive la sua prima commedia PREOCCUPAZIONE PER LALLA, che verrà rappresentata a fine seminario. Nel 1998 crea una società per la compravendita di diritti teatrali, e oggi è rappresentante in Italia di importanti autori stranieri. Ha continuato però a tradurre e scrivere per il teatro.
5) Emanuela Cocco
Te lo faccio vedere io chi sono! Discussione, con istigazione alla lettura, alla visione e all’ascolto, per una drammaturgia trasversale
La drammaturgia teatrale oggi vive di strutture del racconto debitrici a ad altre forme del narrare oppure sono proprio queste nuove forme ad aver accolto e reinterpretato espedienti drammaturgici ben consolidati? Ha senso parlare di una drammaturgia per il teatro e di un’altra per il cinema e la televisione? Quant’è distante la strutturazione del racconto nel teaser dell’episodio di una serie tv dalla presentazione del personaggio in un dramma di Ibsen? Cosa hanno in comune le commedie di Labiche con le più spericolate sit com americane? Il cinema a basso budget e la drammaturgia dell’assedio. La struttura in tre atti nella musica di Piero Ciampi. Il pilota di una serie tv e la presentazione del personaggio nei drammi di Ibsen. Una discussione, piena di istigazioni alla lettura, alla visione e all’ascolto, per una drammaturgia trasversale.
Nota biografica
Emanuela Cocco ha scritto commedie, drammi, atti unici e monologhi, molti dei quali pubblicati, premiati in Concorsi nazionali di drammaturgia e rappresentati. Di alcuni di questi ha curato la regia. Nel 2010 fonda, insieme all’attrice Cristina Aubry, la compagnia teatrale FRANZ BIBERKOFF TEATRO. La sua ultima produzione teatrale è il monologo “Con arido amore, Piero Gobetti”, drammaturgia originale con citazioni dagli scritti di Piero Gobetti, ispirato alle vicende del Referendum Fiat – Mirafiori, in collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti di Torino. Ha lavorato come educatrice in progetti finalizzati alla riduzione del disagio giovanile per i casi segnalati al tribunale dei minori. All’interno di questi progetti cura dal 2004 laboratori di scrittura teatrale e sceneggiatura, per minori, adulti e insegnanti. Insegna drammaturgia teatrale e sceneggiatura nel corso Reading! organizzato dal Teatro dell’Orologio di Roma e da Franz Biberkoff Teatro. Scrive di letteratura, cinema, televisione, teatro collabora con diverse riviste specializzate (Script, Amnesiavivace, Lo Spazio Bianco.
6) Maria Letizia Compatangelo
La bottega di Eduardo ovvero: è possibile insegnare a scrivere?
La “bottega” del titolo è quella delle compagnie teatrali dell’Arte, la cui tecnica di scrittura si è tramandata nei secoli, giungendo sino ad Eduardo De Filippo, che aprì la sua Scuola di Drammaturgia all’Università «La Sapienza» di Roma asserendo appunto di voler insegnare la tecnica dell’antica bottega teatrale: «perché il teatro ha bisogno di nuovi talenti». Ma i trecento studenti che nel 1981 risposero al suo appello – molti dei quali sono oggi affermati esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo - ebbero anche un’altra grande fortuna: quella di poter sbirciare nella bottega di Eduardo “artefice magico”, là dove erano nate le sue commedie, e di penetrane i segreti, mentre cercavano le risposte ad alcuni brucianti interrogativi: che significa essere autori di teatro? Che cos’è il talento? E la fantasia.. e la “trovata”? È possibile impararle?
... E soprattutto: riuscirò ad imparare a scrivere?
La masterclass che qui si propone è il racconto della straordinaria avventura con Eduardo (già sperimentato in conferenze all’Università di Roma e in varie scuole di teatro) e del suo lavoro di maestro di drammaturgia. La storia di un apprendistato umano e professionale di giovanissimi aspiranti artisti che in Eduardo cercarono le proprie risposte: una storia in cui dei giovani adolescenti in cerca della propria strada, quali gli studenti delle scuole medie superiori, non potranno non rispecchiarsi, avvicinandosi con partecipazione al fascino del teatro, ai suoi segreti e alle sue leggi; al rapporto tra testo, spettacolo e spettatore, tra lingua e dialetto, tra lingua parlata e linguaggio teatrale, tra autore, attore e regista.
Nota biografica
Maria Letizia Compatangelo, autrice teatrale, saggista, Presidente del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, ha scritto e pubblicato numerose commedie rappresentate in Italia e all’estero. Laureata in Storia del Teatro, vincitrice di prestigiosi premi teatrali e due volte del Premio IDI con le commedie Trasformazioni e Il veliero e il pesce rosso, collabora con la Rai come consulente e autrice e con l'Università di Roma «La Sapienza», come docente di drammaturgia e scrittura scenica. Ha pubblicato i volumi Il cinema italiano 1989-90, edito da FilmFestItalia; La maschera e il video. Tutto il teatro di prosa in televisione dal 1954 al 1998, Rai Eri 1999; O Capitano, mio Capitano! Eduardo maestro di drammaturgia, Bulzoni, Biblioteca Teatrale, 2002, il secondo volume de La maschera e il video, dal 1999 al 2004, Rai Eri 2005. Le sue opere teatrali sono pubblicate ne Il Teatro dell’Inganno, edito dalla BE@A Entertainment & Art, Collana «I Meridiani del Teatro» e da Bulzoni, nella Collana «Teatro Italiano Contemporaneo» della SIAD.
7) David Conati
Il KatalizzAutore teatrale, ovvero come si confeziona un testo su misura
Carlo Goldoni era famoso anche per essere un autore di “compagnia”, ovvero per scrivere su misura i testi per la compagnia con la quale collaborava come drammaturgo.
Ma come si fa a scrivere su misura un testo teatrale? Da cosa si parte?
Cosa è importante sapere prima di iniziare? Cosa si intende per Azione?
Scritture e riscritture, come riadattare i classici mantenendo viva la tensione e l’azione… partendo dall’equazione D+Q=A.
Tutte queste domande e molte altre troveranno risposta in un incontro molto dinamico con l’autore, attore e incantAutore David Conati che armato di chitarra accompagnerà gli studenti all’interno di un percorso che partendo dai classici fornirà alcuni strumenti utili e molto pratici per comprendere i meccanismi di base della scrittura scenica.
Nota biografica
Autore, compositore, traduttore e katalizzAutore teatrale, ha scritto più di settanta testi teatrali, tradotto e adattato un considerevole numero di copioni. Nel circuito amatoriale e semiprofessionistico i suoi testi hanno superato le mille rappresentazioni. Nel 2003 con Cenerentole in Cerca d’autore è stato l’autore vivente più giovane rappresentato al Teatro Olimpico di Vicenza. La sua commedia “Tu la conosci Giulia?”, nella versione inglese ha partecipato al Fringe Festival di Melbourne nel 2008. Con la sua traduzione di “Confidenze troppo intime” di Jerome Tonnerre Anna Valle è attualmente in tour teatrale nazionale.
8) Donatella Diamanti
Noi siamo i ggiovani. La rappresentazione degli adolescenti nel teatro ragazzi.
Il “teatro ragazzi” è un mondo a parte, una sorta di universo capovolto in cui si va in scena alle dieci del mattino di fronte a spettatori che non hanno deciso di andare a teatro, ma che ci sono stati portati e che vedranno uno spettacolo che non hanno scelto, ma che qualcun altro ha scelto per loro fra una rosa di proposte confezionate ad hoc.
Scrivere per un destinatario così prepotentemente definito e diviso per fasce d’età è una gran bella sfida, soprattutto quando si decide di abbandonare la comoda via degli adattamenti letterari e si inventano storie nuove, storie che hanno per protagonisti rappresentanti di quel destinatario stesso. Leggendo insieme brani tratti da alcuni fra i più recenti testi di spettacoli per e sugli adolescenti, cercheremo di scoprire insieme se e quanto gli studenti a cui la mia lezione è rivolta, si sentono rappresentati.
Nota biografica
Laureata in lettere, ha svolto attività di ricerca per conto dell'Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara e dell'Istituto di Italiano della Facoltà di lingue e letterature straniere dell'Università di Pisa. Nel 1992 debutta in teatro come drammaturga portando in scena: Non siamo quelli della via Paal. Dal 1992 al 1998, accanto all'attività didattica e di ricerca, porta in scena: Una voce quasi umana, Le bugie di Anna e Chiara (Premio Speciale della Giuria del Premio Internazionale Stregagatto), Caino e Abele nell’isola della guerra, Bulle & impossibili, Ragazzi terribili, Solitari in branco, I veri uomini sputano lontano, Sette note in fuga, Mondo cane, La strada all’altezza degli occhi, Senza fissa dimora, Finché non torni, Scimmie blu, Indovina da chi andiamo a cena?, La notte era a metà, l’estate pure, Fuori di me. È stata dialoghista in Un posto al sole (rai tre),sceneggiatrice e head writer a La Squadra (rai tre), head writer in Medicina generale (rai uno) e direttore creativo in Medicina generale 2, editor per TAO2 di RisRoma3. Ha sceneggiato la miniserie Liberi di giocare e il film Viola di mare. Ha pubblicato racconti in antologie edite da Mondadori e Sperling e il romanzo La restauratrice di matrimoni, edito da Sperling & Kupfer. Dal 2004 insegna sceneggiatura presso il CSC, Dipartimento di Lombardia e dal maggio di quest’anno è direttrice artistica del Teatro Stabile La città del teatro, Fondazione Sipario Toscana a Cascina.
9) Carla Di Donato
Teatro e danza, teatro-danza, teatro versus danza: una madre, quanti padri?
Ogni volta che si parla di teatro inevitabilmente si finisce – o si inizia? – parlando, o avendo davanti agli occhi, la danza, ma i due mondi in Italia sembrano inevitabilmente ancora rimanere due universi paralleli, distinti, nonostante le svariate migrazioni/contaminazioni/collaborazioni.
La presente masterclass si interrogherà su come teatro e danza si incontrino, rifiutino, fondano, influenzino o come possano reciprocamente specchiarsi e rinascere l’uno nell’altro attraverso esemplari protagonisti ed esperienze nazionali ed internazionali (in video e/o dal vivo, laddove possibile) per poi giungere all’interrogativo di fondo, teatro e danza: nati da un’unica madre, in Oriente, divisi poi da molti padri, in Occidente, in forme e/o codici differenti, chi sono all’origine e dove vanno? Per far questo, si presenteranno esempi (in video/dal vivo) di giovani (17, 18 ,19 anni) di ieri e di oggi che hanno vissuto il tempo dell’unione tra le due arti e della loro ri-nascita (tra l’altro, il prossimo anno cadrà anche il centenario di Hellerau: 1913-2013). Si potranno utilizzare contributi video e/o interventi di coreografi, danzatori volontari.
Nota biografica
Nata a Roma, dove vive, il 4/11/1972. Dopo la laurea in DAMS, consegue il Dottorato di Ricerca in Arti dello Spettacolo a Parigi presso l’Université de la Sorbonne Nouvelle/Paris III. in co-tutela con l’Università di Roma Tre. Drammaturga presso Onnivora (www.onnivora.org), ha frequentato il Laboratorio di Scrittura Teatrale condotto da Giuseppe Manfridi presso il Teatro di Sacco di Perugia. Autrice de Il Ponte (testo vincitore del Premio Fersen 2010, pubblicato da Editoria & Spettacolo e messo in scena nel marzo 2011, partecipazione al RomaTeatroFilmFest’011) e di Piccolo Mondo Antico (vincitore del Premio InediTo 2011 Associazione Il Camaleonte di Torino). Dal 2005 collabora regolarmente all’attività didattica con il D.A.M.S. – Area Teatro dell’Università di Roma Tre, in particolare con la cattedra del Prof. Franco Ruffini, con interventi, seminari e cicli di lezioni. Completa la sua formazione come danzatrice modern presso lo IALS (Istituto Addestramento Lavoratori dello Spettacolo) di Roma.
10) Maria Inversi
Tra passato e futuro. Il dramma moderno: i miti classici nella scrittura dei contemporanei.
Se la tragedia greca ci ha consentito di interrogarci sui valori delle relazioni umane ed extraumane: reale non reale, divinità, famiglia, guerra, potere, crudeltà, gioventù, tali da costruire ponte con le necessità di dare ancora oggi risposte umane, sociali e politiche, come sono stati rinarrati artisticamente? Dove risiede l'urgenza del dire? Chi sono per noi e nei testi teatrali dei giovani e delle giovani: Antigone, Elena, Elettra, Fedra, Medea? Dei miti sarà presa in analisi solo la parte simbolica onde consentire la partecipazione anche a chi non si sia mai avvicinato a tali figure. Al centro la difficoltà di relazione tra giovani e non giovani.
Ogni allieva/allievo sarà guidato nella scrittura libera di una frase teatrabile.
Nota biografica
Maria Inversi: interprete, scrittrice e regista teatrale, di origine pugliese, ha vissuto in alcune città italiane e straniere dove ha studiato tecniche teatrali e lavorato. Da molti anni è residente a Roma. Ha ideato, allestito e diretto spettacoli in cui ha fatto confluire altri linguaggi quali: danza, arte visiva, fotografia con testi suoi o di autrici e autori italiane/i e straniere/i. È stata recensita su quotidiani e riviste specializzate. Ha pubblicato: testi teatrali, saggi inerenti teatro e poesia.
Titoli di studio: Laurea in Lingue e Letterature Straniere, Teatro Contemporaneo Sorbonne Censier III (Parigi), Diploma in Giornalismo, Regia.
11) Patrizia La Fonte
Il volgare italiano e l’italiano volgare: scrivere come si parla o parlare come si scrive?
L'italiano parlato, a differenza di altre lingue europee, in quanto unica lingua nazionale comune è relativamente giovane, e per noi, molto più che per inglesi, francesi o tedeschi, far rivivere una realtà drammatica o comica o grottesca pone sempre una domanda: "scrivere come si parla o parlare come si scrive?” Nello scrivere per la scena darsi risposte è sempre stato indispensabile, da Boccaccio, Machiavelli, Giordano Bruno fino a Goldoni, e fino a Dario Fo e agli altri autori che oggi scrivono teatro, cabaret, cinema e televisione. La conferenza-spettacolo ripercorre le tappe salienti della lingua parlata per la scena esplorando il contributo di dialetti, lingue e gerghi di ambito circoscritto e coinvolgendo direttamente gli studenti in un’esperienza immediata di ricerca sulle tracce di una originalità espressiva sia scritta che parlata.
Nota biografica
Patrizia La Fonte è attrice e autrice. Ha scritto una ventina di testi, tra cui Punkenstein, (scritto con V.Ciurlo, Premio S. Giovannini ’84), Bella dentro, “Sex, sax ‘n love”, scritto con M.Fallucchi, pubblicato per il Premio “Donne e teatro 2001” e presentato a Parigi per “Les Italiens”. Coautrice con F. R. d’Ettorre di Caro Millenovecento e coautrice con T. Sherman di Ellen Dean-Cime tempestose, entrambi da lei interpretati di recente. A novembre 2012 è in scena col suo “Maturina fantesca, erede di Leonardo da Vinci”. Per il cabaret ha portato i suoi monologhi in vari locali italiani, tra cui lo Zelig a Milano. Nel ’91 ha ideato la Sibilla, l’unica statua parlante che risponde in rima improvvisata alle domande (M.Costanzo Show, RAI Uno, ecc). Attrice in “Rosso come il cielo” di C. Bortone (premio David di Donatello Giovani al film) e nell’intera serie tv “Incantesimo”.
Dall’83 insegna uso della voce e dizione per la lingua italiana parlata. Ha tenuto corsi e seminari anche all’estero (New York, 1988: letture–lezioni da Dante al Seicento per la “Scuola Media di Lingua Italiana a Manhattan”, New Jersey, 1989: Faculty of Arts and Sciences–Dept. of Italian della Rutgers University of N.J.).
12) Giuseppe Manfridi
Versi e versacci. La scrittura in versi e l’uso del linguaggio scurrile nella costruzione di un copione
E’ opinione diffusa che un copione scritto in versi sia di per sé garanzia di gravità e noia. Oltre che di difficile comprensione. Opinione affrettata, superficiale e che, soprattutto, è in assoluta contraddizione con la realtà delle cose. Se dai repertori teatrali di ogni Paese, infatti, venissero eliminati i copioni scritti in versi, scomparirebbe la massima parte della produzione letteraria concepita per la scena.
Il verso, in verità, è un formidabile strumento di captazione per chi ascolta. Ce lo confermano i bambini, capaci di farsi incantare dalle filastrocche ben più che da un racconto in prosa. E’ pur vero, comunque, che la concezione di un verso drammatico (in senso lato) pretende premure particolari e particolari competenze tecniche, tali per cui ciò che è difficile da costruire sarà poi facile da recepire.
Apparentemente agli antipodi dall’analisi metrica di una pagina destinata alla recitazione, è l’esplorazione dell’uso che i drammaturghi hanno da sempre fatto del turpiloquio, spesso elevato a vette sublimi. Basti pensare a Plauto, al Ruzante, a Shakespeare, sino ai contemporanei Berkof e Mamet. Coniugare una riflessione sulla metrica all’indagine della volgarità semantica di un copione, purché non gratuita, sarà un modo per penetrare nel motore vitale di un testo, ovvero nella sua struttura linguistica, elaboratrice di parole immaginate non per essere lette, ma dette.
Nota biografica
Giuseppe Manfridi, romano, è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore.
Da molti anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero. ‘La partitella’, ‘Giacomo, il prepotente’ e ‘L’osso d’oca’ sono state trasmesse da RAI DUE nella serie Palcoascenico. ‘L’orecchio’ da RAI SAT. Tra le sue sceneggiature, ricordiamo ‘Ultrà’, film che, con la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991. Nel 2006 l’editore Gremese ha mandato alle stampe il romanzo ‘Cronache dal paesaggio’, debutto di Manfridi nella narrativa, e più di recente, ‘La cuspide di ghiaccio’, Entrambi i romanzi sono entrati nella selezione finale del Premio Strega. Di recente l’editore Limina ha mandato alle stampe il suo terzo romanzo: “Epopea Ultrà”, e “Tra i legni, i voli taciturni di Dino Zoff”. Numerose sono le tesi di laurea dedicate alla sua produzione drammaturgica.
13) Domenico Matteucci
La natura del racconto e le strutture del male
Il racconto drammaturgico ci parla della perenne lotta tra l'Umanità e il Male.
Ma da dove origina il Male presente nei racconti?
La risposte è apparentemente banale: il Male ce lo mette l'autore.
Il suo scopo sembrerebbe quello di appassionare il pubblico, perché le avventure di una persona che vive tranquilla non interessano nessuno. In realtà, come vedremo, l'azione apparentemente "maligna" dell'autore ha ben altri scopi e più inafferrabili, spesso inconsapevoli e profondi.
Durante l’incontro analizzeremo la vera posizione dell’autore, il suo guardare ai personaggi ravvisandone la difficile condizione, il suo provarne pietà. Si parlerà delle ragioni che originano e regolano le Strutture del Male all’interno delle narrazioni.
Nota biografica
Domenico Matteucci, a partire dagli anni ’70, dopo una intensa attività con Il Teatro degli Universitari, si dedica alla drammaturgia Radiofonica (nel 1974 vince in RAI il Concorso per il Cinquantenario della Radio) per dedicarsi poi alla Fiction televisiva. Da quattordici anni è docente di scrittura cinematografica e televisiva nei Corsi di formazione e perfezionamento per sceneggiatori organizzati dalla RAI. Negli anni accademici dal 2001 al 2007 è stato docente presso l'Università degli Studi di Cassino incaricato della Cattedra di Racconto Audiovisivo.
14) Patrizia Monaco e Maria Sandias
Dalla storia alla scena: costruire un personaggio senza farne una statua
Il progetto, ideato da Maria Sandias e Patrizia Monaco che hanno avuto analoghe esperienze drammaturgiche, si propone di illustrare il percorso da seguire per passare dalla biografia alla scena, da un personaggio realmente esistito ad un personaggio che abbia una sua piena verità simbolica, evidenziando le trappole in cui si rischia di imbattersi e come se ne può uscire indenni.
La trasposizione può apparire facile, perché la storia c'è già ma è ancora più facile “partorire” un personaggio che sia imbalsamato, grondante dati e date, in definitiva, antiteatrale.
Le due autrici parleranno essenzialmente di personaggi femminili perché tale è la loro principale esperienza.
Dopo un’introduzione a due voci, sui temi sovra citati, le due autrici si avvarranno di brevi scene (recitate da attori volontari) tratte da loro opere per evidenziare la tecnica di dire senza enunciare , di essere fedeli senza essere pedanti, di dare vita piuttosto che di “ mettere in cornice”.
Si porteranno anche esempi sull'importante questione del “taglio”.
Non è certamente possibile proporre l'intera biografia di personaggi storici, letterari, politici, è essenziale quindi scegliere un momento significativo della loro esistenza.
Anche a questo riguardo Sandias e Monaco sono in grado di trarre svariati esempi dalla loro esperienza personale.
Si prevede infine di concedere un tempo (15, 20 minuti) agli studenti e alle studentesse perché possano porre delle domande.
Nota biografica
Patrizia Monaco, genovese, scrive e traduce per la radio e per il teatro, dedicandosi ultimamente all'insegnamento della drammaturgia presso scuole elementari medie licei e università, nonché scuole private di recitazione.
I suoi testi hanno vinto numerosi premi e sono rappresentati in Italia e all'estero.
Maria Sandias, nata in Sicilia, da molti anni vive a Roma. Ha scritto per la televisione, per la radio e per il teatro. Alcuni suoi testi sono stati premiati e sono stati messi in scena.
15) Silvia Nebbia
La Satira come diritto civile. Dalla tribù alla coscienza attiva
I Re, hanno sempre conquistato col sangue i popoli da dominare, spesso nel “nome di dio”. Il carisma del regnante è sorretto da una serie di valori religiosi, sociali, politici, etici che lo mettono in condizione di proferire IL VERBO. Ma ne uccide più la penna che la spada. L’ironia e la satira, infatti, SPEZZANO IL “VERBO”, stroncano il carisma e i suoi valori di sostegno. Lasciano, insomma il Re, “nudo”. Se non si può combattere apertamente il potere, lo si può almeno dileggiare con sottile perfidia. Chi non prende in giro il compagno, la mamma, il capufficio, per opporglisi in modo apparentemente pacifico? Mettere in evidenza una mancanza, svelare una trama, colpire un colpevole attraverso una risata, rimane la fondamentale forma di libertà di ogni popolo: chi tace, infatti, acconsente. I versi poetici di critica al papa o al re che venivano appesi sulla statua di Pasquino, sono un chiaro esempio di “lotta artistica” contro il potere…. Ma è solo un esempio. Dai tempi dei tempi, il potere ha sempre temuto la cultura cosciente più di ogni altra cosa. Come dice Michael Moore: “La satira presuppone che il pubblico abbia un cervello”. Ecco perché il potere, da sempre, ci vorrebbe ignoranti. Esercitiamoci a coltivare arte -distinguendo l’attacco idiota e volgare dalla stilettata letale a chi ci opprime- per essere liberi cittadini, insieme.
Nota biografica
Silvia Nebbia, si diploma alla Civica del Piccolo Teatro di Milano. Attrice, autrice, regista, cantante e conduttrice di Radiorai, è figlia d’arte (Franco Nebbia, l’inventore del cabaret italiano). In teatro ha debuttato con i Giovani Milanesi per le scuole e in cabaret con le canzoni di Umberto Eco, Laura Betti, Paolo Poli. E’ stata nel trio comico La Trappola, in esclusiva per RaiDue per 4 anni. Ha lavorato con Carrà, Sabani, Mirabella, Fazio, anche come co-autrice Tv. E’ stata Polly Peachum con Dario Fo. Poi conduttrice di talk show (Teleregione), curatrice di libri e di collane di video teatro (Poltronissima De Agostini). Collabora con le riviste: Mediterraneaonline.eu e La Rivistaintelligente.it. Per il cinema ricordiamo ruoli con Lina Wertmuller e Marco Ferreri. Con “Laura Betti e le altre - le muse di Pasolini”, arriva alla maturità drammaturgica. I suoi personaggi si ispirano alla cronaca in un filone di teatro-cabaret di stampo europeo.
16) Pierpaolo Palladino
I Racconti Teatrali. Masterclass sulle tecniche di narrazione
Il teatro di narrazione è una modalità teatrale che comincia a diffondersi in Italia intorno alla metà degli anni ottanta, per poi fiorire nell'ultimo decennio del secolo ed essere ancora molto attivo oggi.
Ispirandosi da un lato alle grandi esperienze del monologo o racconto teatrale (a cominciare dal Mistero buffo di Dario Fo) e dall'altro elaborando le innovazioni provenienti dal resto d'Europa sull’esempio degli StoryTeller inglesi e delle regie di Peter Brook, alcuni attori-autori iniziano a presentarsi sulla scena senza lo schermo del personaggio, ma anzi con la propria identità non sostituita per raccontare storie, senza rappresentarle. Dunque, dopo le esperienze del teatro d’avanguardia che fonda l’istanza teatrale non più sulla centralità del testo ma della scrittura scenica e relega di fatto il testo ad un pretesto o ad una semplice cantinella al pari degli altri elementi di scena (Carmelo Bene), la formula del teatro di narrazione riafferma prepotentemente l’urgenza e la priorità del testo e della narrazione su tutti gli altri elementi scenici, rievocando, anche con l’aiuto di tecniche del teatro popolare, le fiabe di tradizione o i temi di impegno civile. Parallelamente a questa nuova tradizione di drammaturgia evocativa, che conta varie generazioni di narratori da Marco Baliani, Marco Paolini e Laura Curino ad Ascanio Celestini e Davide Enia fino ai “post narrativi” come Daniele Timpano e Andrea Cosentino, si sviluppano anche forme di scrittura che avvicinano il dramma teatrale al romanzo orale, ossia scritto per una possibile lettura ad alta voce, come nell’esempio del Novecento di Baricco: l’identità dell’attore torna ad immedesimarsi nei personaggi e usa la propria capacità mimica per interpretare tutti i personaggi di volta in volta evocati dall’io narrante protagonista della vicenda, come Massimo Wertmuller ne “Il Pellegrino” o Flavio Insinna ne “La Banda” entrambi scritti da Pierpaolo Palladino.
Nota biografica
Pierpaolo Palladino è drammaturgo, attore e organizzatore teatrale. Laureato in storia del teatro con una testi sugli autori napoletani del “dopo-Eduardo” Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Manlio Santanelli, Francesco Silvestri. I suoi testi hanno ricevuto numerosi premi e segnalazioni (IDI autori nuovi, Tondelli, IDI, Dante Cappelletti, Enrico Maria Salerno) e suoi lavori sono andati in scena in vari teatri italiani. Dal 2005 al 2007 ha ideato e diretto in collaborazione con l’Eti e con Rai Radio 3 la rassegna “Autori per Roma” al teatro Vascello e al teatro Eliseo. Ha lavorato con il Teatro di Roma, lo Stabile di Bolzano, lo Stabile di Calabria. Ha ideato e diretto tra il 2003 e il 2007 il festival sul teatro di narrazione “Racconti al parco” nell’ambito dell’Estate Romana. Nel 2009 sperimenta la prima edizione di Fabbricazioni, un festival interamante organizzato in una fabbrica siderurgica a Rieti (www.fabbricazioni.org). Per valorizzare l’istanza del racconto teatrale fonda e dirige l’ass. cult. Racconti Teatrali (www.raccontiteatrali.it) e su questa linea scrive e interpreta “La battaglia di Roma”, “Sputa la gomma! Il teatro va a scuola”, “La matematica sentimentale”, oltre a “Il Pellegrino” per Massimo Wertmuller, “La banda” per Flavio Insinna (debutto al teatro Sistina col titolo “Senza Swing”), “Al Pacino” per Cristina Aubry.
17) Vezio Ruggeri
Il potere. La concezione del “buon governo” e del “mal governo” tra la dimensione della fiaba ed il crudo realismo politico
Shakespeare apre una finestra ad una borghesia emergente per guardare le lotte per il potere della casta nobiliare per il controllo dello Stato.
Si analizza la concezione del “buon governo” e del “mal governo” tra la dimensione della fiaba ed il crudo realismo politico.
L’interazione tra ambizioni personali, istintività distruttiva e senso dello Stato è collocata nell’ambito di orientamenti antropologico-culturali che ne forniscono il supporto ideologico.
A questo proposito si accennerà anche ad un confronto con un testo contemporaneo di cui è autore il proponente sulla filosofa Ipazia.
Queste tematiche saranno presentate, in esempi scelti, da un gruppo di attori nel contesto di una conferenza-spettacolo.
Il modulo di conferenza-spettacolo è stato già sperimentato dal gruppo di lavoro guidato dal sottoscritto presso il teatro Valle su proposta dell’ETI, su “Amleto e la tematica dell’Identità” nel novembre 2008.
Nota biografica
Docente di “Psicofisiologia Clinica” presso la Facoltà di “Medicina e Psicologia” dell’Università di Roma “Sapienza” e, presso la stessa Università, di “Fondamenti psicologici per le arti dello spettacolo” per il corso di laurea di “Arti e Scienze dello Spettacolo” Facoltà di Scienze Umanistiche.
Autore di numerosi saggi tra cui un volume sul teatro dal titolo “Identità in psicologia e teatro” e “L’esperienza estetica”.
Autore anche di un testo teatrale dal titolo “Troppo Umano? La filosofa Ipazia.”
18) Alessia Sambrini e Ennio Speranza
L’immagine del dramma. Il “sano impiego” del teatro di figura al servizio della drammaturgia.
L’incontro ha l’intento di porre l’attenzione sull’importanza di una forte struttura drammaturgica nell’ambito degli esperimenti di Teatro di figura.
Il teatro di figura si basa sull’utilizzo di numerose tecniche di comunicazione visiva, e quindi di un canale di comunicazione molto potente. Spesso questo fa sì che si incorra nel rischio di un puro virtuosismo tecnico, qualora il testo – o la drammaturgia – non sia altrettanto potente e ben strutturata.
In Italia il Teatro di Figura è per lo più relegato al “teatro ragazzi”, dove si mettono in scena sopratutto fiabe che possiedono una morfologia definita e già collaudata. Nel resto del mondo (Francia, Germania, India, Cina…) si utilizza, oltre che nel teatro di tradizione, anche in quello di innovazione, dove si accettano di buon grado le contaminazioni e gli spunti della sperimentazione che questo tipo di messa in scena offre.
L’incontro si articolerà in due parti.
Prima parte: cenni storici e geografici, introduzione alle tecniche (teatro delle ombre, teatro nero, teatro di burattini, etc).
Seconda parte: Interazione con gli studenti basata sulla costruzione di una storia (dramma) con estemporaneo utilizzo di tecniche di teatro di figura.
Nota biografica
Ennio Speranza è nato a Roma il 24 aprile 1966, città in cui vive e lavora. Alterna l'attività di musicologo a quella di sceneggiatore, scrittore e pubblicista. Laureato in lettere e diplomato in chitarra, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia e Analisi delle culture musicali. Giornalista pubblicista, è stato professore a contratto in Storia della musica presso l’Università “Sapienza” di Roma. Ha inoltre insegnato presso l’Università IUAV di Venezia Storia del teatro musicale. Ha collaborato con diverse case editrici, istituzioni editoriali e concertistiche, festival, enti lirici, fondazioni operistiche. Collabora inoltre con Rai Radio Tre in qualità di consulente musicale, regista e conduttore. Oltre ad articoli, saggi musicologici, voci d'enciclopedia, traduzioni, ha all’attivo testi di canzoni, racconti, testi teatrali, sceneggiature per il cinema, libretti d’opera. Attualmente insegna Storia della Popular Music presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone.
Alessia Sambrini è diplomata alla scuola statale Roberto Rossellini, come tecnico della Cinematografia e Televisione, e al’Accademia di Belle arti di Roma come scenografa, dove conosce e segue artisticamente il maestro Vendittelli. Firma dal 1995 scene e costumi di diverse produzioni di prosa. Nel 2011 lavora nella realizzazione delle scene del film “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, Orso d’oro di Berlino 2012. Dal 2010 segue con la mansione di regia e tecnico video lo spettacolo “Chi ha paura muore ogni giorno” di Giuseppe Ayala. È burattinaia (costruzione ed animazione), pittrice, illustratrice e grafica. Alterna l’attività di direzione di scena, direzione tecnica, montaggio e regia video nelle produzioni di prosa, a regista ed autrice di spettacoli per ragazzi. Dal 2010 collabora con l’ass.cult. Raccontiteatrali.
19) Lina Maria Ugolini
Corti in scatola da scena. Masterclass di gioco didattico-creativo per la scrittura di una drammaturgia breve
Premessa necessaria. Perché un gioco didattico-creativo? Perché l’azione del giocare libera l’invenzione, predispone benevolmente al confronto, al dialogo proficuo delle idee. Un approccio dunque indispensabile per stabilire con i ragazzi un’esperienza finalizzata a veicolare il senso del fare e del costruire il teatro. Personalmente ritengo che ogni drammaturgia sia un problema da risolvere nel gioco della scena. Gli elementi a disposizione sono sempre gli stessi: gli uomini con le loro storie vissute attraverso il dramma. Emozioni, conflitti, diversità, rapporti dialettici eclatanti. Per ogni drammaturgo gli esseri umani sono pedine alle quali affidare mosse e artifici risolutivi. Pensare di scrivere una drammaturgia breve è divertente. Basta inventare una trovata sintetica, funzionale e funzionante, da sciogliere in un tempo circoscritto.
Svolgimento operativo della proposta.
a) Le Schede
Come spiegare l’artificio della costruzione della scrittura? Prima di tutto attraverso l’illustrazione di un modello finalizzato a suscitare commenti e ipotesi di estensione. Il nostro gioco prevede delle Schede con un titolo, una sintesi, l’indicazione di un tempo-ritmo dentro il quale inserire l’azione, uno spazio, dei personaggi.
b) I gruppi e le Carte.
Compreso il meccanismo, organizzeremo all’interno delle classi dei gruppi di scrittura. Ogni gruppo potrà scegliere di usare o il modello proposto dalle schede o attingere alla risorsa combinatoria delle Carte di costruzione ordinate sul piano di lavoro in Carte tempo-ritmo. Carte spazio. Carte personaggi. Carte oggetti simbolici.
Eventuale sviluppo. Steso il breve copione sarà auspicabile affiancare una successiva fase di realizzazione scenica coinvolgendo altri docenti di competenze specialistiche per organizzare uno spettacolo finale tra le scuole partecipanti all’iniziativa.
Ho avuto modo di sperimentare con successo questo gioco in occasione della quarta edizione del Festival Nazionale di Corti teatrali Teatri Riflessi organizzato all’interno della sede della Facoltà di Lettere e Filosofia ex Monastero dei Benedettini. Catania, 8/9/10 giugno 2012.
Nota biografica
Lina Maria Ugolini (Catania, 1963) figlia d'arte, unisce all'attività di scrittrice, poetessa e contafiabe, quella di musicologa. Ha scritto vari saggi di carattere creativo per la LIM e per Musica/Realtà. Lavora con i maggiori compositori siciliani per i quali scrive libretti di teatro musicale e testi poetici per arie e songs. Come autrice di favole per musica e
corti teatrali vince numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Ha collaborato con il Teatro Massimo Bellini, la Camerata Polifonica Siciliana e in qualità di drammaturgo con il Piccolo Teatro di Catania. È docente di Poesia per musica, Storia del teatro musicale e Drammaturgia musicale. Fa parte del gruppo di ricerca del SagGEM, il Saggiatore Musicale, Università di Bologna. Tra i suoi testi andati in scena: Un prestigiatore molto mago, (2006). Le messe in piega, (2007). Le azioni ilari e fabulanti… (2008). Oleandra porta due cuori, (2008). Jeli il pastore in azioni poetiche trasposto, (2009). Peter Pan nei
giardini di Kensigton, (2008) e Lucistella racconta di Peter Pan, (2010). Lo zolfo spento (2011).
Tra i suoi libri: Il Cavaliere del Superbo Palato (Robin, 2007), La foresta millepiedi (A&B 2010), Perfetti giorni qualunque, 8 racconti per la pagina e 4 per la scena (Robin, 2010), La musica nel tempo dei fiori di cappero (rueBallu, 2011), Con il naso rosso (Ladolfi, 2011). In corso di stampa il volume di testi teatrali 3 scritture per dire amore (Polimata) e la plaquette di poesia tipografica La ferrovia (L’Arca Felice).








