Nel Teatro il ‘900 è stato il secolo della guerra al Testo, da bandire dalla scena o, meglio, da utilizzare a proprio piacimento.

E’ difficile dire qualcosa di preciso riguardo alla questione, fenomeno, o chiamatelo come volete, della Nuova Drammaturgia o Drammaturgia Contemporanea. Innanzitutto è difficile definirne i contorni, la cornice entro la quale ad un testo teatrale può essere attribuito una tale aggettivazione. In epoca post-moderna sembra impossibile che un testo sia completamente originale, e forse non è importante che lo sia. Tutto sembrerebbe già scritto o rappresentato,

Nel corso della mia traiettoria professionale ho avuto la fortuna di vedere alcune delle mie pieces messe in scena all’estero. Ricordo in particolare, e presto capirete il perchè, la mia prima avventura teatrale austriaca, nella splendida Graz. Era inverno, faceva molto freddo e, dopo una veloce camminata, dall’albergo raggiunsi il teatro. Lo stupore prevalse sul gelo, quando mi trovai davanti al manifesto dello spettacolo. Il titolo: Die taktik der katze e il mio nome.

L’Italia ha sempre avuto una grandissima tradizione teatrale e drammaturgica, apprezzata da tutto il mondo e che ha avuto il suo maggiore esempio nel Melodramma, grazie al quale la lingua ufficiale italiana è stata, anche induttivamente,  praticata sia dall’intellettuale che dal popolo. La storica frammentazione del territorio, le sue diverse dominazioni e le relative culture presenti, hanno, come è noto, causato un grande ostacolo linguistico: una disomogeneità verbale